Ben 25 anni fà ( 15 luglio 1997) due colpi di pistola davanti alla sua sontuosa villa di Miami (Casa Casuarina) per mano del serial killer Andrew Cunanan misero fine alla vita di Gianni Versace a soli 50 anni.
Con lui si è chiusa un’epoca d’oro del Fashion, libera da ogni conformismo, piena di fantasia e creatività. Sono gli anni ‘80 ’90, dei colori della pop art e delle super top model che appaiono eteree, invidiabili e irraggiungibili.
In un momento storico ancora lontano dai social media e dalle sue star, attraverso il suo immaginario, Versace è stato capace di far sognare tutto il mondo a colpi di abiti che univano il massimalismo barocco e il rigore tecnico della tradizione sartoriale italiana, la pop art e la musica, la sessualità più sfacciata e un rigoroso bon-ton borghese.
Il talento di Versace nasce dalla mamma sarta agli inizi del 1972, anno in cui dalla Calabria arriva a Milano ed inizia a farsi notare grazie al suo amore per l’architettura classica, greca e barocca che a Milano prende le contaminazioni di musica, arte e cinema per poi sfociare nel 1978 con la nascita della Maison Versace.
Inizia così una lunga carriera costellata dall’amore per la sua famiglia per la sua terra natale ma anche dalla voglia di liberarsi dalle convenzioni e creare così collezioni audaci, sexy, innovative e colorate caratterizzate da cromie, drappeggi e forme dionisiache che traggono spunto da capitelli grechi e teste di medusa, che diventerà poi il logo del marchio Versace.
Gianni diceva «Quando le persone guarderanno a Versace dovranno sentirsi atterrite, pietrificate, proprio come quando si guarda negli occhi la Medusa»
Il suo stile è perfetto per la nuova generazione di superstar, dai musicisti rock ai divi del cinema, che posano per le sue campagne: Madonna, Courtney Love, Elton John e Prince, ma anche le più famose top model da Linda Evangelista a Cindy Crawford. Da Naomi Campbell, fino a Claudia Schiffer, Helena Christensen e Kate Moss, riprese in alcune sue campagne pubblicitarie dai più grandi fotografi del tempo come Richard Avedon, Helmut Newton e Bruce Weber.
Con la sua morte la Maison passa alla direzione della sorella Donatella, che con non poche difficoltà è riuscita a mantenere lo splendore di un tempo riportando ai giorni nostri collezioni incantevoli, mantenendo creatività e grande rispetto.
P.S: Se non l'avete ancora vista vi consiglio di cercare la serie tv "American Crime Story - The Assasination of Gianni Versace" su Netflix. 3 stagioni avvicenti sulla storia di Versace da quando incontra sulla sua strada Andrew Cunanan che gli toglierà la vita qualche anno dopo.
Fonti @Amica @LaRepubblica